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    Contents
  1. Home - Portal gvSIG
  2. gvSIG Mini Maps
  3. GvSIG 1.9 RC1, pronto per il download
  4. Layer strade Catasto

Conosci gvSIG Desktop, il Sistema di Informazione Geografico open source Scarica gvSIG Desktop, accedi alla Guida pratica ed inizia ad utilizzarlo!. Collabora al progetto gvSIG. Quindi si deve lanciare gvSIG tramite il file gvsig- cursosgratuitosbr.org (estensione "VBScript Script File"). Download alternativo. Associazione gvSIG. La più vasta comunità online di Scarica gvSIG. gvSIG Desktop. Formazione. Formazione. Apprendere gvSIG. Eventi. Conferenze gvSIG . gvSIG, download gratis. gvSIG Sistema informativo volto ad analizzare e gestire informazioni geografiche. Lingua. Italiano. Scarica l'ultima versione di gvSIG: Analizzare e gestire informazioni geografiche. Lingua:In Italiano; Licenza:Gratis (GPL); Autore: Generalitat Valenciana.

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Lavorando per molti anni all'università ho fatto molta pratica con il suddetto software. Cavolo sono tanti soldi, ma il programma li merita tutti.

Mi viene un piccolo dubbio Vi siete mai fatto questa domanda? Voi al mio posto cosa avreste fatto??? Come è andata a finire la storia?

Il lato comune ai due oggetti è quindi presente due volte perché appartenente a due entità distinte. Il risultato è illustrato in Figura 4 in alto , dove è riportata una porzione di DbT corrispondente alla stessa area rappresentata nella C.

Occorre tenere presente che questa visualizzazione a colori non è memorizzata nei file SHP utilizzati per archiviare il DbT, come verrà illustrato nel seguito. La visualizzazione richiede la definizione di una legenda che associa a ciascun tipo di oggetto un colore ed eventualmente una campitura. Le differenze principali sono tuttavia altre due. Figura 4 - Visualizzazione del DbT corrispondente alla medesima zona rappresentata nella C.

Nella parte centrale e inferiore della Figura 4 vengono visualizzate solamente due categorie di oggetti. In quella centrale è attiva solo la vegetazione che, oltre ad essere autoconsistente rispetto alla C.

Appare quindi evidente come ogni area sul terreno è descritta tramite un oggetto areale. Non solo, nel DbT esiste un sottoinsieme di classi di oggetti che concorrono alla completa copertura del suolo senza buchi o sovrapposizioni: tale condizione necessaria viene gestita complessivamente attraverso le relazioni ed i vincoli topologici che le specifiche regionali hanno definito.

La seconda importante differenza tra DbT e C. Infatti, tutti gli oggetti, e la relativa banca dati associata, possono essere interrogati semplicemente previa identificazione a video degli stessi.

Se in ambiente GIS interroghiamo un qualsiasi oggetto si scopre che ad esso sono associati una serie ben definita di informazioni Figura 5, a sinistra , contenute in tabelle associate che fanno parte a tutti gli effetti del dato prodotto file di consegna con estensione DBF, associato a ciascun file SHP.

Home - Portal gvSIG

Tutte queste informazioni sono interrogabili in vario modo. Ad esempio determinando la superficie e lo sviluppo di una strada Figura 5, a destra , è possibile determinare il numero di posti auto di una certa zona. Diverse tipologie di oggetti presentano una struttura a rete elementi viabilistici, ferroviari, idrografici, reti tecnologiche.

Per esempio, la viabilità ha un contenuto aerale, relativo alle superfici e ad altri attributi Figura 6, sinistra , ma anche un suo contenuto lineare, corrispondete al grafo fatto di elementi stradali e giunzioni Figura 6, a destra. Lo stesso dato quindi, anzi, gli stessi oggetti esistenti nel territorio, sono letti secondo differenti contenuti, che rimandano ad applicazioni, gestioni e progettazioni differenti.

Figura 6 — Rappresentazione duale della viabilità: a sinistra le superfici occupate al suolo, rappresentate tramite una geometria poligonale; a destra la struttura a rete descritta tramite il grafo stradale, composto da elementi o archi e da nodi. Per poter implementare in modo corretto la struttura dati illustrata è stato necessario redigere opportune specifiche tecniche adeguate alle diverse scale di produzione Tali specifiche tecniche, oltre a definire quali elementi debbono essere riportati nel DbT in funzione delle differenti scale di produzione, sono fondamentali in quanto stabiliscono una serie di regole circa le relazioni e le proprietà topologiche dei diversi oggetti.

Queste ultime fanno riferimento alle relazioni geometriche spaziali tra gli oggetti dello stesso tipo e tra quelli di tipo diverso. Per esempio, le regole topologiche descrivono quali oggetti si possono sovrapporre reciprocamente e quali no, quali si possono toccare o meno, quali concorrono alla completa copertura del suolo.

Un prodotto cartaceo che riporta informazioni non rispondenti a quelle richieste ne compromette la leggibilità; o ancora, uno strato informativo adeguato ma difficilmente interpretabile riduce di molto la portata delle indicazioni fornite. I Db Topografici con la loro ricchezza di contenuti e le innumerevoli possibilità di rappresentazione abbattono, difatto, il vincolo connaturato alla tradizionale cartografia in bianco e nero.

gvSIG Mini Maps

La possibilità di esplicitare gli elementi di un Db Topografico secondo determinate istanze, abbinate in funzione dei casi specifici ai numerosi attributi previsti, genera una casistica quasi infinità di combinazioni che non possono essere contemporaneamente contemplate in un unico progetto di stampa.

I software GIS permettono infatti la creazione di simboli e vestizioni complessi e pertinenti con le specifiche rappresentazioni tematiche. Non trascurabile è inoltre la possibilità di utilizzare il colore come componente discriminante per una rappresentazione maggiormente intuitiva dei contenuti della cartografia derivata dal Db Topografico.

La prima caratteristica indica la spaziatura dei dati, che solitamente è isotropa, quindi uguale nelle due direzioni planimetriche ortogonali. Una ortofoto digitale è una carta raster a colori. Un ben noto esempio di cartografia raster è costituito dalle Carte Tecniche Regionali ad esempio la CTR alla scala Quella prodotta nel passato era costituita da una quantizzazione binaria, per cui ciascun pixel poteva assumere un valore bianco o nero.

Entrambe le soluzioni implicano una dimensione dei file raster assai maggiori rispetto a quelli corrispondenti della versione in bianco e nero del passato. Ciascun valore del GRID di solito non è stato rilevato direttamente sul terreno, ma proviene da una interpolazione dei valori misurati che solitamente non sono allineati lungo i nodi della griglia.

Le tecniche più utilizzate oggi per la produzione di modelli del terreno sono la restituzione fotogrammetrica anche tramite correlazione automatica delle immagini digitali , e il LiDAR laser scanning aviotrasportato.

A partire dai dati del GRID è poi possibile calcolare per interpolazione le quote di punti situati tra i nodi. In questo caso, i punti rilevati vengono mantenuti nel modello a differenza di quanto avviene nei DEM e sono uniti tramite una maglia di triangoli che approssima la superficie del terreno. Infatti, un DTM descrive la superficie topografica del terreno filtrata da tutti gli oggetti mobili ma anche dalle costruzioni e dalla vegetazione. Il metodo di rilievo di un DbT è quello fotogrammetrico.

La scala dei fotogrammi è fondamentale per il livello di interpretazione dei dati. I Db topografici hanno quindi differenti scale di approccio, in funzione del dettaglio di informazioni dettate dagli oggetti presenti in un certo territorio, si riferiscono a svariati temi e livelli di gestione, interagiscono potenzialmente con numerose e diverse banche dati.

In questa ottica nasce il concetto di DB topografico multiscala per cui, in funzione del dettaglio presente in un certo territorio, si deve eseguire la fase di primo rilevamento ad una certa scala. Le scale minori debbono essere invece derivate di conseguenza vedi Figura 11 di seguito.

Il metodo di approccio appena descritto è stato fatto proprio da Regione Lombardia per il progetto di co-finanziamento del DbT per la Provincia di Lecco. In realtà poi la suddivisione, che in generale si ispira al criterio del differente livello di urbanizzazione tra le diverse zone, è dipesa anche dalle scelte strategiche ed economiche dei singoli comuni che hanno contribuito, quota parte, alla realizzazione del progetto.

Esempio significativo di tale logica è quello relativo al rilevamento delle reti tecnologiche, fondamentali per un Sistema Informativo Territoriale comunale e indispensabili per rispondere ai requisiti dei previsti PUGSS Piani Urbanistici Generali dei Servizi del Sottosuolo. Non è ragionevole rilevare con le tolleranze di posizione assolute della scala nominale Questa impostazione ha per decenni portato a differenti rilievi alle varie scale dello stesso territorio, producendo progressivamente cartografie spesso fra di loro non congruenti, tutte non aggiornate e non aggiornabili e con contenuti anche non omogenei.

Si noti per esempio in Figura 12 la notevole discrepanza in corrispondenza della strada nella sovrapposizione tra carta tecnica redatta alla scala Figura 12 - Sovrapposizione di due carte a scale differenti relative alla medesima zona, dove si possono osservare le notevoli discrepanze. In generale, i sistemi GIS non comportano particolari difficoltà a livello di gestione, ma per assicurare i tradizionali prodotti cartografici è necessario operare una serie di scelte a svariati livelli affinché la visualizzazione adotti, in modo automatico, un simbolismo adeguato alla diversa scala di rappresentazione.

Procedendo secondo la logica multiscala appena esposta, il DbT alla scala Con questa procedura si intende la trasformazione del contenuto di una carta rappresentata a una certa scala in una scala inferiore. Si tratta quindi di mettere a punto specifiche di rilevamento Specifiche di contenuto e schema fisico di consegna dei Database topografici alle varie scale , inizialmente approntate per la scala In ottica di visualizzazione, in un db topografico multiscala è pertanto corretto che ciascuna zona di territorio venga rappresentata alla scala cartografica per cui è stata prodotta o eventualmente alle scale minori, ma non viceversa.

Non sarebbe invece corretto che le aree extraurbane restituite alla scala Infatti, nelle aree dove è stato rilevato un DbT alla scala Il problema principale diviene pertanto quello di garantire una corretta interazione del dato associato.

Si pensi, ad esempio, a come vengono gestiti i numeri civici riferiti ai diversi corpi di fabbrica che, nella generalizzazione dal DbT Nella realizzazione di un DbT multiscala, al di là degli inevitabili ostacoli riscontrati, sono comunque numerosi i vantaggi conseguiti sia a livello di riduzione dei costi globali di produzione, sia soprattutto a livello di qualità del dato associato e delle possibili sinergie di realizzazione. In Figura 14 è riportata una sezione della CTR alla scala Figura 13 - Durante la generalizzazione cartografica, alcuni oggetti rilevati alla scala I documenti prodotti da tale organismo sono pubblicati sul sito Web del DigitPA www.

Si tralascia invece in questa sede di fornire una descrizione altrettanto dettagliata degli allegati C, D ed E che hanno lo scopo di definire le specifiche per la generazione dei prodotti cartacei a partire dal DbT multiscala.

Questo raggruppamento non ha solo uno scopo di classificazione gerarchica degli oggetti, ma anche quello di organizzare gli strati in sottoinsiemi a loro volta morfologicamente o funzionalmente omogenei.

Figura 15 - Organizzazione gerarchica delle diverse tipologie di oggetti presenti nel DbT multiscala. Tutte le tabelle che descrivono gli oggetti contengono sempre le informazioni relative allo Strato-Tema-Classe che li classificano. In sintesi, tutti gli elementi del catalogo oggetti risultano essere ordinati in 11 strati. Gli strati contemplati nel DbT di Regione Lombardia sono: 00 - Informazioni geodetiche 01 - Viabilità mobilità trasporti 02 - Immobili e antropizzazioni 03 - Gestione viabilità e indirizzi 04 - Idrografia 05 - Orografia 06 - Vegetazione 07 - Reti tecnologiche 08 - Località significative 09 - Ambiti amministrativi 10 - Aree di pertinenza Ciascuno di questi strati è indicato con un codice numerico a due cifre.

GvSIG 1.9 RC1, pronto per il download

Un ulteriore livello di specificazione porta poi a differenziare ciascun Strato in una serie di Temi e questi ultimi nelle rispettive Classi.

Si tratta quindi di una struttura ramificata che a partire da 11 grandi categorie Strati procede, per livelli di dettaglio successivi, fino alla specificazione massima rappresentata dalle istanze degli attributi. La codifica degli Strati e dei Temi è stata introdotta per meglio gestire quella delle classi e degli attributi e, come più volte ribadito, i codici sono stati assegnati per numerazione progressiva senza che il valore rappresenti una gerarchia.

Infatti, non è richiesta neppure la continuità della numerazione e possono verificarsi valori mancanti nella successione dei numeri naturali. Anche le Classi, come Strati e Temi, sono contraddistinte da un codice numerico a due cifre. La Classe è pertanto la struttura fondamentale del Catalogo oggetti in quanto rimanda direttamente alle informazioni più generali che la presiedono ma nello stesso tempo è il punto di partenza per la successiva specificazione in attributi ed istanze.

Gli attributi sono pertanto delle proprietà che possono coesistere e combinarsi tra loro nella definizione di un oggetto. Gli attributi possono essere di tipologie differenti in funzione del tipo di informazione contenuta. Figura 17 — A sinistra.

A destra. A tal proposito si utilizzano i valori xx91, xx92, xx93, xx94, xx95 Figura 17 a destra. Figura 18 — Breve descrizione del contenuto e delle modalità di acquisizione del dato per un certo Strato. Lo Shape file se caricato in un software GIS si presenta come un file con un'unica estensione appunto. A queste tre tipologie di estensione file se ne associano altre, in misura variabile, che vengono create in funzione del tipo di software impiegato per la visualizzazione del DB topografico stesso.

Figura 20 — Esempio dei diversi file che possono appartenere al medesimo Shape file di un DbT. Non è più ammessa la rappresentazione in Gauss-Boaga ancora invece parzialmente utilizzata per i dati scaricabili dal Geoportale regionale www. Qualora si volessero pertanto sovrapporre dati riferiti ad un medesimo contesto territoriale bisogna fare attenzione al sistema di riferimento adottato ed al tipo di rappresentazione impiegata.

Dati facenti riferimento a differenti rappresentazioni cartografiche non sono comparabili a meno di apposite trasformazioni eseguite utilizzando software e grigliati di trasformazione ufficiali appositamente predisposti da IGM. La direzione verso cui tende Regione Lombardia è il graduale allineamento delle basi dati informative al sistema di riferimento UTM-WGS84 tuttavia non è esclusa la possibilità di dover fare interagire dati che per provenienza e tradizione hanno sistemi di riferimento non ufficiali: si pensi, ad esempio, alla base dati catastale.

Per quanto riguarda le quote, il DbT utilizza quelle di tipo ortometrico riferite al mareografo di Genova.

Layer strade Catasto

Il modello matematico del geoide è implementato nei software della famiglia VERTO, opportunamente corredati dai dati file GRn per la zona di interesse. Al fine di evitare trasformazioni disomogenee in aree contigue o sovrapposte, è opportuno utilizzare la serie GR2, la quale fornisce una precisione sufficiente per le applicazioni cartografiche.

Il Db topografico è una cartografia 3D a tutti gli effetti. Nel processo produttivo della stereo-restituzione fotogrammetrica viene infatti impiegata la quota sul livello medio del mare quota ortometrica e la componente altimetrica è presente nella quasi totalità degli Shape file forniti le eccezioni sono giustificate dalle Specifiche di contenuto.

Per questo motivo, nel caso di eventuali operazioni di editing sui dati del Db Topografico, è importante tenere in considerazione anche la quota altimetrica come elemento determinate per la definizione del volume definito dagli oggetti in questione.

Si riportano ora delle immagini per documentare le varie modalità con cui è possibile accedere alla terza dimensione del Db topografico. Le proprietà del poligono, polilinea o punto riportano una tabella nella quale sono indicate le tre componenti plano-altimetriche x, y e z di ciascun vertice Figura Figura 22 — Visualizzazione delle coordinate 3D del perimetro di un oggetto aerale nel DbT.

Infine, in un DB topografico tutti le classi che concorrono alla copertura del suolo vengono generalmente utilizzate per la realizzazione del modello tridimensionale.

Il modello è applicato alle volumetrie degli edifici e a tutte le strutture antropiche che hanno significativa occupazione nello spazio.

La realizzazione del modello 3D avviene andando ad estrudere determinate classi del Db topografico in funzione di uno specifico valore di quota previsto e riportato nella tabella con estensione DBF dello Shape file.

Figura 23 — Visualizzazione 3D di una porzione di un DbT. Inoltre sono disponibili numerose estensioni realizzate dalla comunità di sviluppatori che permettono di estendere le funzionalità base del software.

Attualmente è disponibile un manuale di utilizzo in lingua italiana scaricabile in formato pdf dal sito ufficiale, vedi Figura 25 di seguito che descrive in modo dettagliato ogni funzionalità e al quale si rimanda per la consultazione di tematiche specifiche di funzionamento del software.

Per la procedura di installazione scaricare il file exe o bin sul proprio pc, eseguirlo e seguire la procedura guidata. Why not share! Basic operations with Geopaparazzi Embed Size px. Start on. Show related SlideShares at end. WordPress Shortcode. Published in: Engineering. Full Name Comment goes here. Are you sure you want to Yes No. Browse by Genre Available eBooks No Downloads. Views Total views.

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Esercizi: Esercizi di ripasso Per gli esercizi servono i layer che si trovano nei seguenti archivi: Non li scaricate se lo avete gia' fatto in precedenza!!! Letture suggerite: Associazione tra info spaziale e sistemi di riferimento. Letture raccomandate: Lezione 3 Esercizi 3.